Dipendenza da internet vamping

Dipendenze tecnologiche… il termine “vamping” può essere tradotto in “vampireggiare”.

Vampiri di notte e zombie di giorno: alcuni adolescenti possono ritrovarsi in questa metaforica definizione.

Vamping significa aspettare la notte per entrare nel mondo virtuale e iniziare a chattare e/o scorrere le pagine dei vari social network. La notte viene attesa come un momento tutto personale in cui esprimere sè stessi ed entrare in un mondo in cui costruire la propria identità sociale. Sono attività che possono proseguire fino all’alba, alterando notevolmente il ritmo sonno/veglia.

Dormire poche ore per notte poiché immersi nel web e nelle relazioni virtuali determina effetti importanti non soltanto sulla qualità del sonno ma anche sull’attenzione, la concentrazione e l’umore.

Possiamo chiederci come questo influenza il percorso scolastico, l’abbandono della scuola e le relazioni con gli altri.

Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, estratti da un campione di circa 12.750 studenti di scuole secondarie di primo e di secondo grado presenti sul territorio nazionale il 66% degli adolescenti, esamina scrupolosamente chi mette il like ai post pubblicati. Inoltre, 3,5 adolescenti su 100 monitorano chi mette i like alle foto e/o alle storie di amici o “rivali”; evidenziando così un’attenzione e un interesse notevole capace di porre in secondo piano le relazioni sociali off line.

Non possiamo demonizzare internet e le nuove tecnologie ma possiamo sostenere e stimolare una riflessione tra e con i ragazzi; uno scambio che promuova domande tra coetani ma anche tra generazioni.

Ecco, allora, l’idea di riportare l’attenzione alla parola e al dialogo.

La vita on line di bambini ed adolescenti dovrebbe essere oggetto di riflessione e parte di una conversazione nella vita quotidiana; un genitore o un insegnante può e deve fare domande su questo.

Ti capita mai di fare giochi di ruolo? Qual è il tuo preferito?

Qual è il social che più ti coinvolge e da cui non riesci a staccarti?

E se non avessi internet per 24 ore?

Un equilibrio è possibile, le nuove tecnologie sono un mezzo, non possono essere definite a priori buone o cattive. L’utilizzo che ne facciamo determina il nostro futuro e quello delle prossime generazioni.

Un idea utile per ri-cercare un equilibrio tra uso e abuso è quella di dedicare del tempo all’essere disconnessi; un ora al giorno oppure un giorno a settimana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *